CESSIONE VOLONTARIA: BASTA LA FORMA SCRITTA

Ai fini del perfezionamento della cessione volontaria, oltre alla circostanza che questo si inserisca all’interno di una procedura di esproprio validamente instaurata non occorre la forma solenne dell’atto pubblico, ma solo la forma scritta (con l’offerta e l’accettazione dell’indennità di esproprio): e tanto purché si evinca l’inequivoca volontà delle parti volta alla cessione volontaria delle aree, come risultante dal complesso delle dichiarazioni scritte (e sottoscritte) contenenti l’enunciazione degli elementi essenziali del contratto e l’accordo delle parti su di essi con effetto traslativo reale (ai sensi dell’art. 1376 del Codice Civile), nonché dal contestuale effettivo pagamento (assegno circolare).

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