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    INDENNITÀ DI ASSERVIMENTO PER TUBAZIONE INTERRATA: NON APPLICABILE L'ART. 1038 C.C.

    In riferimento alla servitù coattiva di acquedotto e di scarico, la determinazione dell'indennità dovuta per l'imposizione della servitù può aver luogo in base al criterio dettato dall'art. 1038 c.c., soltanto nel caso in cui il proprietario del fondo servente perda la disponibilità della parte di terreno da occupare per la costruzione dell'acquedotto. Qualora invece la condotta consista in una tubazione interrata, la predetta disposizione non può trovare applicazione, dal momento che l'installazione di una conduttura nel sottosuolo non comporta l'impossibilità o una notevole riduzione delle possibilità di sfruttamento della superficie soprastante, che rimane nella disponibilità del proprietario del fondo servente e può essere utilizzata liberamente, con le sole limitazioni derivanti dalla presenza della condotta interrata. In tal caso, l'adozione del predetto criterio si porrebbe in contrasto con la stessa ratio della norma in esame, consistente nel far coincidere la misura dell'indennità con il valore economico del pregiudizio effettivamente subito dal fondo servente.

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