RISARCIMENTO DEL DANNO DA OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA: RIVALUTAZIONE O DEVALUTAZIONE ANNO PER ANNO

Il risarcimento da occupazione illegittima può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 cod. civ., nell'interesse del 5% (cinque per cento) annuo sul valore venale dei terreni illegittimamente occupati, in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con l’art. 42-bis, co. 3, cit. per il caso di emanazione dell'atto di acquisizione sanante. Quanto alla determinazione del valore venale, da valutarsi unicamente per definire il parametro per la determinazione del danno patrimoniale da illegittima occupazione, si deve, tenuto conto della destinazione urbanistica dell'area: - utilizzare il metodo di stima diretta (o sintetica), che consiste nella determinazione del più probabile valore di mercato di un bene mediante la comparazione di valori di beni della stessa tipologia di quello oggetto di stima (atti di compravendita di terreni finitimi e simili), quanto all'accertamento del valore di mercato; - devalutare e rivalutare annualmente i valori medi a mq. indicati per il terreno interessato, secondo gli indici dell'andamento dei prezzi del mercato immobiliare pubblicati nei siti internet delle maggiori e più accreditate società di studi e di osservatori del mercato immobiliare, per comprendere il periodo che va dall'inizio dell'illegittima detenzione fino all'attualità; - su tali ultimi valori, devalutati al momento dell'illegittimo possesso e aggiornati all'attualità, andranno computati, a titolo di risarcimento del danno dovuto, gli interessi nella misura del 5% (cinque per cento) per ogni anno di occupazione illegittima, ossia dalla data di cessazione della legittima occupazione e sino all'effettivo rilascio dei beni nella disponibilità dei proprietari ovvero fino alla regolarizzazione della fattispecie da parte del Comune, mediante esercizio dei poteri discrezionali ad essa spettanti ex art. 42-bis cit..

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