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    IL DISSESTO FINANZIARIO NON BLOCCA L'ACQUISIZIONE SANANTE O LA RESTITUZIONE DEL BENE OCCUPATO

    Nel caso in cui un Comune abbia avviato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale e abbia domandato la sospensione del giudizio di ottemperanza ai sensi e per gli effetti dell'art. 243-bis, d.lg. 18 agosto 2000 n. 267, il ricorso è ammissibile e procedibile nei limiti della domanda volta a ottenere, mediante la scelta discrezionalmente rimessa alla P.A. (ovvero in sua sostituzione, in fase di esecuzione del giudicato, al Commissario ad acta), l'adozione del provvedimento di acquisizione sanante ovvero di restituzione del fondo con quantificazione delle somme dovute a titolo di risarcimento e indennizzo secondo i criteri indicati nella sentenza definitiva, al fine precipuo dell'inserimento del debito così liquidato nel piano di risanamento secondo il sistema e le procedure di cui agli artt. 243-bis e ss. ovvero, in caso di dissesto finanziario, nel piano di rilevazione della massa passiva ex art. 254, d.lg. n. 267 del 2000, e, comunque, al riconoscimento della sua legittimità quale debito fuori bilancio.

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