IL PROGETTO DEFINITIVO, IN ASSENZA DI CONTESTUALE VARIANTE URBANISTICA, DEVE ESSERE APPROVATO DAL DIRIGENTE

L’approvazione del progetto definitivo in assenza di contestuale variante non costituisce un atto rientrante «nelle funzioni degli organi di governo» (art. 48, c. 3 del d. lgs. n. 267 del 2000), ma un provvedimento amministrativo che impegna l'amministrazione verso l'esterno, non ricompreso «espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo» (art. 107, c. 2, d.lgs. n. 267 del 2000), avente natura tecnica (art. 93, c. 4 d. lgs. n. 163 del 2006) e di attuazione degli atti di programmazione. Essa pertanto è radicata in capo al Dirigente preposto all’unità organizzativa individuata dagli strumenti normativi interni, e non al Consiglio Comunale o alla Giunta.

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