RINUNCIA DISMISSIVA: IPOTIZZABILE SOLO IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA OCCUPAZIONE TEMPORANEA

In caso di illecito aquiliano dell’Amministrazione occupante illegittimamente terreni privati, e di rinuncia dismissiva del diritto di proprietà da parte del proprietario, è ipotizzabile esclusivamente un diritto al risarcimento del danno da occupazione illegittima temporanea (e cioè dall’inizio dell’occupazione illegittima con trasformazione irreversibile del bene sino alla rinuncia) ovvero di altri ulteriori pregiudizi da provarsi a cura della parte istante, ma non il risarcimento per equivalente del valore del bene, in quanto non può essere ricollegato al comportamento illecito dell’Amministrazione il danno da perdita della proprietà legato ad un atto meramente dismissivo, posto che difetta il necessario nesso di consequenzialità diretta imposto dall’art. 1223 c.c.. La rinuncia infatti (la cui sola natura è abdicativa) è negozio unilaterale, con effetto dismissivo automatico, che non può far sorgere un illecito in capo al terzo acquirente a titolo originario (Stato ex art. 827 c.c.), né tanto meno a carico dell’ente espropriante, il cui acquisto avviene semmai in base ad un autonomo titolo provvedimentale (art. 42-bis del T.U. delle espropriazioni).

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