AREE INEDIFICABILI: IL CRITERIO DEL VALORE PIENO DEL BENE IMPONE DI TENER CONTO DELLE SUE POTENZIALITÀ EXTRA AGRICOLE, PURCHÉ ASSENTITE

La stima dell'indennità di esproprio deve essere effettuata applicando il criterio generale del valore venale pieno, potendo l'interessato dimostrare che il fondo sia suscettibile di uno sfruttamento ulteriore e diverso da quello agricolo, pur senza raggiungere il livello dell'edificatorietà e che, quindi, abbia una valutazione di mercato che rispecchia possibilità di utilizzazione intermedie tra l'agricola e l'edificatoria (ad esempio, parcheggi, depositi, attività sportive e ricreative, chioschi per la vendita di prodotti). Ove la natura edificatoria sia del tutto esclusa perché l'area risulti sottoposta ad un vincolo di inedificabilità assoluta (nella fattispecie archeologico) che abbia precluso il rilascio di atti abilitativi della realizzazione di edifici manufatti di natura privata, deve essere applicato il criterio del valore venale pieno considerando, a tale fine, le possibilità di utilizzazioni intermedie tra l'agricola e l'edificatoria, purché assentite dalla normativa vigente. In ogni caso il criterio del valore pieno del bene applicabile anche ai terreni non edificabili comporta la necessità di tenere conto dei requisiti specifici del bene e della sua potenzialità extra-agricola.

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