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    SE IL TERRENO ILLEGITTIMAMENTE OCCUPATO NON È UNA CAVA, NON VA COMPENSATO IL VALORE DEL MATERIALE ESTRATTO

    Ove al terreno privato illegittimamente occupato dalla p.a. non sia riconoscibile la speciale natura di “cava”, il materiale estratto dal medesimo fondo in corso di occupazione non può né essere separatamente considerato a fini risarcitori (non essendo configurabile una autonoma domanda di risarcimento in tal senso), né essere considerato come “elemento valutabile” ai fini della determinazione del valore del suolo. Quest’ultimo, non costituendo area di “cava” in senso tecnico-giuridico, non può essere valutato, ai fini risarcitori conseguenti alla rinuncia abdicativa al diritto di proprietà, che secondo la sua destinazione agricola, non apparendo rilevanti né l’art 44 del dPR n. 327/2001, che riguarda il diverso caso della “indennità per l’imposizione di servitù”, né l’art. 49 del dPR cit., che si riferisce all’ “occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio”.

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