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    RESTITUTIO IN INTEGRUM PENALIZZATA RISPETTO AL 42 BIS: RISARCIMENTO PARI "SOLO" GLI INTERESSI LEGALI

    In caso di occupazione illegittima di terreni privati occorre distinguere, ai fini risarcitori, tra le due ipotesi di restituzione del terreno ovvero di adozione di un provvedimento di acquisizione. Nel primo caso (restituzione del bene previa riduzione in pristino stato) l’amministrazione dovrà anche risarcire il danno per l’occupazione illegittima e sino alla restituzione effettiva del bene al proprietario; il risarcimento dovrà consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all’epoca in cui ha avuto inizio l’occupazione illegittima - dei terreni effettivamente occupati e la somma così determinata dovrà, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi cosi rivalutati dovranno essere corrisposti ai ricorrenti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell’obbligazione risarcitoria. Nel secondo caso (adozione di decreto ex art. 42-bis T.U. espropriazioni), l’ente oltre ad adottare tutti i provvedimenti necessari a definire la procedura espropriativa (frazionamento e trascrizione) dovrà corrispondere ai ricorrenti: - un indennizzo corrispondente al valore venale dei terreni occupati al momento dell’adozione del provvedimento di acquisizione, oltre il 10% della metà di tale valore per il ristoro del danno non patrimoniale (art. 42-bis, primo e terzo comma); - il risarcimento per l’occupazione illegittima, da computare con decorrenza 6 luglio 2010 nella misura dell’interesse del 5% sul valore venale del terreno occupato al momento dell’adozione del provvedimento di acquisizione (art. 42-bis, terzo comma).

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