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    LE NOTIZIE DEGLI ULTIMI 20 GIORNI

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    TERMINI PROCESSUALI DIMIDIATI ANCHE SE BENEFICIARIO DELL'ESPROPRIO È UN PRIVATO
    16/10/2019
    Ai sensi dell'art. 23-bis, l. n. 1034/1971, oggi confluita nell'art. 119 cod. proc. amm., nelle controversie aventi ad oggetto i provvedimenti relativi alle procedure di occupazione e di espropriazione delle aree destinate alle opere pubbliche o di pubblica utilità, i termini processuali sono ridotti alla metà, salvo quelli per la proposizione del ricorso. Tra i termini soggetti a dimezzamento c'è anche quello decadenziale per il deposito del ricorso notificato, previsto dall'art. 21 della stessa legge, sicché tale termine è ridotto a quindici giorni. Ciò che rileva è che la controversia attenga a un potere ablatorio per finalità di pubblica utilità, essendo, sotto tale profilo, irrilevante che la proprietà del bene espropriato venga trasferita, in ultima istanza, ad altro soggetto privato, attesa comunque la preminente finalizzazione pubblicistica dell'acquisizione.

    ABDICAZIONE: SE L'AMMINISTRAZIONE SI ASTIENE DALL'ACQUISIZIONE SANANTE, RISPARMIA IL 10%
    16/10/2019
    In caso di abdicazione, deve riconoscersi all'abdicante il risarcimento del danno per equivalente per la perdita del bene e il danno per la mancata disponibilità dello stesso per tutto il periodo di occupazione sine titulo, da determinarsi con le modalità di seguito specificate: a) il quantum del risarcimento va commisurato al valore venale del bene, a cui dovrà sommarsi la rivalutazione e gli interessi al tasso legale, da calcolarsi fino al momento della sentenza; b) la determinazione del risarcimento del danno per mancato godimento del bene a causa dell'occupazione illegittima -per il periodo antecedente al momento abdicativo del diritto di proprietà e quindi alla proposizione della domanda giudiziale- può essere calcolata, in assenza di opposizione delle parti e in difetto della prova rigorosa di diversi ulteriori profili di danno, facendo applicazione, in via equitativa, dei criteri risarcitori dettati dall'art. 42-bis D.P.R. n. 327/2001 e dunque in una somma omnicomprensiva pari al 5% annuo del valore degli immobili; c) non spetta, invece, in difetto di prova specifica, alcuna liquidazione in misura forfettaria del danno non patrimoniale sia in quanto ciò è previsto dall'art. 42-bis, commi 1 e 5, solo in caso di acquisizione del bene con decreto della p.a. e non già in presenza di un negozio abdicativo, sia in quanto -con riferimento non già alla perdita del diritto di proprietà ma solo con riferimento alla compressione delle facoltà di godimento- la misura del risarcimento disposta in via equitativa è da ritenersi omnicomprensiva di ogni ulteriore posta, ivi compresi gli accessori, cioè interessi legali e rivalutazione monetaria.

    ESSENZIALE IL PIANO PARTICELLARE NEL PROGETTO CON CUI SI INTENDE APPORRE IL VINCOLO PREORDINATO ALL'ESPROPRIO
    16/10/2019
    L'allegazione al progetto dell'opera dei dati catastali dei proprietari dei terreni sui quali si intende apporre il vincolo preordinato all'esproprio è indispensabile per l'assolvimento degli altri obblighi connessi all'imposizione di vincoli espropriativi, dovendo i proprietari delle aree soggette a vincolo essere posti nella condizione di interloquire con l'Amministrazione prima del consolidamento del vincolo derivante dall'approvazione dello strumento urbanistico. Il carattere necessario della suddetta interlocuzione si risolve nell'obbligo di notiziare personalmente i titolari delle aree individuate dell'avvio del procedimento di espropriazione, ovvero, nel caso di declaratoria implicita di pubblica utilità conseguente all'approvazione del progetto o della variante di piano urbanistico, dell'avvio dei rispettivi procedimenti. L'introduzione di vincoli preordinati all'espropriazione in esito all'approvazione delle varianti fa sì che l'interesse pubblico alla realizzazione dell'opera debba essere soppesato in relazione agli interessi proprietari confliggenti. La ponderazione di questi ultimi esige, pertanto, che già nella fase urbanistica che si svolge a monte di quella ablativa, sia prevista la partecipazione dei titolari di detti interessi, primi fra tutti i proprietari dei beni oggetto di vincolo preordinato all'espropriazione.

    SUSSISTE L'OBBLIGO DI CONCLUDERE IL PROCEDIMENTO ATTIVATO DAL PRIVATO ANCHE QUANDO LA SUA ISTANZA SIA MANIFESTAMENTE IRRICEVIBILE
    15/10/2019
    Sussiste l'obbligo di concludere il procedimento attivato da una domanda di un privato tutte quelle volte in cui, in relazione al dovere di correttezza e di buona amministrazione della parte pubblica, sorga per il privato una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni (qualunque esse siano) dell'amministrazione, persino in caso di manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza della domanda, anche se, in tale evenienza l'onere procedimentale incombente sull'autorità procedente risulta "alleggerito" (la decisione sull'istanza può essere resa con motivazione in "forma semplificata" con un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo), come sancito dall'art. 2 co. 1 secondo periodo della legge n. 241/90 nella versione attualmente in vigore a seguito delle modifiche apportate dalla legge 6 novembre 2012 n. 190 (per cui risulta superata l'impostazione tradizionale che riteneva, per ragioni di economicità dell'azione amministrativa, che in tali ipotesi fosse del tutto inutile provvedere).

    PER ESPROPRIARE NON È SUFFICIENTE LA CONFORMITÀ URBANISTICA DELL'OPERA, MA È NECESSARIO CHE SIA APPOSTO IL VINCOLO PREORDINATO ALLA ESPROPRIAZIONE
    15/10/2019
    Nel sistema introdotto dal D.P.R. 327 del 2001 per la dichiarazione di p.u. non è sufficiente la semplice compatibilità urbanistica dell'opera o dell'intervento di pubblica utilità ma occorre una specifica previsione della stessa ad opera del piano regolatore generale con valenza prenotativa ed efficacia di vincolo preordinato alla espropriazione, come tale assoggettato al limite di durata quinquennale.

    IN TEMA DI OPERE PUBBLICHE, L'INTERESSE ALL'IMPUGNAZIONE SI CONCRETIZZA SOLTANTO CON L'APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO
    15/10/2019
    In tema di opere pubbliche, l'interesse all'impugnazione si concretizza soltanto con l'approvazione del progetto definitivo, poiché solo in tale momento l'opera assume una stabile connotazione che consente di valutare appieno i profili di interferenza con le posizioni giuridiche dei soggetti confinanti, mentre al livello di progettazione preliminare l'opera è ancora ad uno stadio iniziale e abbozzato che, in quanto tale, non è suscettibile di radicare un interesse concreto e attuale all'impugnazione. Fa eccezione il progetto preliminare delle opere strategiche di interesse nazionale che non è atto meramente preparatorio, bensì atto dotato di una propria autonomia e di immediata capacità lesiva, e ciò perché fonte del vincolo preordinato all'espropriazione, essendo il progetto preliminare atto diretto ad incidere immediatamente nella sfera giuridica dei titolari di diritti sugli immobili assoggettati a vincolo e, quindi, atto autonomamente impugnabile; di conseguenza la deliberazione di approvazione del progetto preliminare delle infrastrutture strategiche deve essere intesa nel senso sostanziale e processuale di atto immediatamente efficace e conclusivo del procedimento.

    INAMMISSIBILE L'USUCAPIONE A FAVORE DELLA P.A. NEL CASO IN CUI ABBIA OCCUPATO ILLEGITTIMAMENTE UN'AREA PRIVATA
    15/10/2019
    L'inammissibilità dell'usucapione da parte (ed in favore) della P.A. nel caso in cui essa abbia occupato illegittimamente un'area privata, deriva dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la quale ha costantemente affermato la non conformità alla Convenzione (...), dell'istituto della c.d. "espropriazione indiretta o larvata"; e quindi di alternative all'acquisizione in proprietà che non siano rappresentate dal decreto di espropriazione, ovvero dal contratto tra le parti.

    DIVIETO DI PLURIMA REITERAZIONE DEI VINCOLI IN VENETO: LE AMMINISTRAZIONI CHE RIMANGONO INERTI NON POSSONO PIÙ ESPROPRIARE
    14/10/2019
    Il legislatore regionale veneto, disponendo che "i vincoli preordinati all'esproprio hanno la durata di cinque anni e possono essere reiterati una sola volta e per la stessa durata", impone alle Amministrazioni comunali una attenta programmazione della concreta fattibilità delle opere pubbliche le cui procedure devono essere avviate in concreto entro l'arco temporale che va dal momento dell'apposizione del vincolo a quello della perdita di efficacia della prima reiterazione.

    QUANDO L'AMMINISTRAZIONE INIZIA IL PROCEDIMENTO DI ACQUISIZIONE SANANTE, HA L'OBBLIGO DI CONCLUDERLO
    14/10/2019
    Sull'amministrazione che abbia iniziato il procedimento di acquisizione sanante ex art.42 bis del D.P.R. n.327 del 2001 incombe l'obbligo di definire la sorte del terreno sottratto al privato, concludendo il procedimento avviato di acquisizione sanante.

    VARIANTE IN CORSO D'OPERA NON ASSISTITA DA D.P.U., COMPORTANTE UN'OCCUPAZIONE ULTERIORE E DIVERSA DI AREE PRIVATE, È CAUSA DI OCCUPAZIONE USURPATIVA
    14/10/2019
    In ordine alla domanda di accertamento del diritto alla restituzione di un'area ulteriore e diversa rispetto a quella formalmente riportata negli atti della procedura ablatoria, occupata ed irreversibilmente trasformata dalla p.a. per l'esecuzione dell'opera pubblica nel corso dei lavori senza essere assistita da alcuna dichiarazione di p.u., difetta la giurisdizione del giudice amministrativo e sussista quella del giudice ordinario, configurandosi come un comportamento di mero fatto, perpetrato in carenza assoluta di potere, che integra un illecito a carattere permanente, lesivo del diritto soggettivo (c.d. occupazione usurpativa).

    SE L'ENTE DISPONGA DI UN BENE SULL'ERRONEO PRESUPPOSTO DELLA SUA DEMANIALITÀ, LA RELATIVA CONTROVERSIA SPETTA ALLA COGNIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO
    14/10/2019
    La giurisdizione spetta al giudice ordinario quando la posizione giuridica soggettiva vantata dal privato di un bene occupato dalla pubblica amministrazione non sia ricostruibile in termini di interesse legittimo oppositivo - quale è quella tipicamente esistente in capo al soggetto formalmente destinatario del procedimento ablatorio e, dunque, inciso in via immediata e diretta dal potere espropriativo di cui assume l'illegittimità - bensì di diritto soggettivo, risolvendosi nella sostanziale rivendicazione giudiziale del diritto di proprietà privata rispetto ad aree di cui l'ente avrebbe erroneamente disposto iure domini, assumendone la natura demaniale ovvero la proprietà pubblica.

    NEL CONTEMPERARE INTERESSI PUBBLICI E PRIVATI LE SCELTE DELL'AMMINISTRAZIONE SONO CONNOTATE DA AMPLISSIMA DISCREZIONALITÀ
    11/10/2019
    Nel porre in essere un equo contemperamento ed una congrua ponderazione degli interessi coinvolti, comparando il poziore interesse pubblico con il concorrente interesse privato, le scelte dell'amministrazione sono connotate da amplissima discrezionalità, tal che restano tendenzialmente non sindacabili nel merito, solo esigendosi che l'amministrazione dia contezza delle scelte operate per mezzo di un idoneo apparato motivazionale e, sotto altro profilo, sempre che l'operato amministrativo non sia macroscopicamente viziato da illogicità manifesta ovvero palesi travisamenti dei fatti.

    NON PUÒ ESSERE CONSIDERATA EDIFICATA UN'AREA OCCUPATA DA FABBRICATI ABUSIVI
    11/10/2019
    Non può essere considerata edificata ai fini indennitari area destinata a verde privato e pertanto soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta occupata da manufatti abusivi per i quali sia stata emessa ordinanza di demolizione.

    EDILIZIA CONVENZIONATA: NON È UNA RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE
    11/10/2019
    In tema di espropriazione per pubblica utilità, nel caso in cui il procedimento sia adottato per realizzare un programma di edilizia convenzionata, non sussiste il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che giustifica la riduzione del 25% del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, dovendo esso riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

    PERTINENZE: COLLEGAMENTO ECONOMICO-GIURIDICO DI STRUMENTALITÀ E COMPLEMENTARIETÀ FUNZIONALE
    10/10/2019
    Nel rapporto pertinenziale il collegamento tra la res principale e quella accessoria è preso in considerazione dalla legge non già come connessione materiale, ma come relazione economico-giuridica di strumentalità e complementarietà funzionale. Ai fini della sussistenza del vincolo pertinenziale, in particolare, è necessaria la presenza sia del requisito soggettivo, consistente nella effettiva volontà del titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni collegati, di destinare uno al servizio o all'ornamento dell'altro, sia di quello oggettivo della contiguità, anche solo di servizio, tra i due cespiti, con la precisazione che il bene accessorio deve arrecare una utilità al bene principale e non (o almeno non solo), al proprietario dello stesso.

    ZONIZZAZIONE: VINCOLI CONFORMATIVI. LOCALIZZAZIONE: VINCOLI PREORDINATI ALL'ESPROPRIO
    10/10/2019
    La distinzione tra vincoli conformativi ed espropriativi cui possono essere assoggettati i suoli, non dipende dal fatto che siano imposti mediante una determinata categoria di strumenti urbanistici, piuttosto che di un'altra, ma deve essere operata in relazione alla finalità perseguita in concreto dell'atto di pianificazione: ove mediante lo stesso si provveda ad una zonizzazione dell'intero territorio comunale o di parte di esso, sì da incidere su di una generalità di beni, nei confronti di una pluralità indifferenziata di soggetti, in funzione della destinazione dell'intera zona in cui i beni ricadono e in ragione delle sue caratteristiche intrinseche, il vincolo ha carattere conformativo, mentre, ove si imponga solo un vincolo particolare, incidente su beni determinati, in funzione della localizzazione di un'opera pubblica, lo stesso deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione e da esso deve, pertanto, prescindersi nella qualificazione dell'area.

    DALLA DEMOLIZIONE DELL'OPERA CONSEGUENTE ALLA MANCATA ACQUISIZIONE SANANTE DISCENDE RESPONSABILITÀ DEVOLUTA ALLA COGNIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI
    10/10/2019
    In caso di occupazione sine titulo di beni privati, nel ripristinare la legalità l'Amministrazione conserva la titolarità del potere di scelta - "valutati gli interessi in conflitto" - tra la restituzione del bene e l'acquisizione dello stesso ai sensi dell'art. 42 bis tues, fermo restando che una scelta manifestamente irrazionale di non emanare il provvedimento di acquisizione, comportando l'obbligo di demolire le opere realizzate con denaro della collettività, implicherebbe la conseguente responsabilità devoluta alla cognizione della Corte dei Conti.

    VALORE VENALE: UTILIZZABILI GLI INDICI DEGLI OSSERVATORI DEL MERCATO IMMOBILIARE
    09/10/2019
    Il danno risarcibile da occupazione illegittima va rapportato non già alla perdita della proprietà del bene in capo al privato, che giammai può ritenersi espropriato del suo diritto dominicale in forza di un fatto illecito, e che, quindi, giammai ha perduto la proprietà del bene medesimo, di cui va disposta la restituzione, bensì alla sua occupazione illegittima, secondo il criterio forfettario di liquidazione descritto dall'art. 42 bis, comma 3, del d.p.r. n. 327/2001, ossia in base al saggio di interesse del 5%, da applicarsi per ogni anno di occupazione illegittima sul valore venale del terreno (il quale andrà calcolato utilizzando il metodo di stima diretta o sintetica, che consiste nella determinazione del più probabile valore di mercato di un bene mediante la comparazione di valori di beni della stessa tipologia di quello oggetto di stima - quali atti di compravendita di terreni finitimi e simili - e andrà devalutato e rivalutato annualmente secondo gli indici dell'andamento dei prezzi del mercato immobiliare pubblicati nei siti internet delle maggiori e più accreditate società di studi e di osservatori del mercato immobiliare). Trattandosi di un debito di valore, infine, sulla somma così ottenuta dovranno essere corrisposti interessi legali e rivalutazione, anno per anno, sino alla data di liquidazione dell'importo così determinato.

    AI FINI INDENNITARI DEVE TENERSI CONTO DELL'UNICO CRITERIO DISCRETIVO DELL'EDIFICABILITÀ LEGALE
    09/10/2019
    Il riscontro dell'attitudine allo sfruttamento edilizio di un'area va effettuato alla stregua della disciplina urbanistica, posta in funzione della razionale programmazione del territorio anche ai fini della conservazione di spazi a beneficio della collettività e della realizzazione di servizi pubblici, che le regole di mercato non possono travalicare.

    LA POSSIBILITÀ CHE IL PRIVATO POSSA UNILATERALMENTE RINUNCIARE ALLA PROPRIETÀ DEL BENE ILLEGITTIMAMENTE OCCUPATO CONTRASTA CON L'ART. 42 BIS
    09/10/2019
    La possibilità che un privato possa unilateralmente e legittimamente rinunciare alla proprietà del bene immobile, acquisendo il diritto ad ottenere un risarcimento commisurato al valore venale di esso, anche a prescindere dalla adozione di un decreto di acquisizione non retroattiva, deve essere esclusa alla luce della disciplina imperativa contenuta nell'art. 42-bis, d.P.R. n. 327 cit., che rappresenta l'unico riferimento normativo, dotato di efficacia imperativa, predisposto per tutti i casi in cui una pubblica autorità faccia uso senza titolo di un bene immobile privato per scopi di interesse pubblico.

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