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    LE NOTIZIE DEGLI ULTIMI 20 GIORNI

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    VERDE PUBBLICO ATTREZZATO: VINCOLO CONFORMATIVO
    24/05/2019
    I vincoli di destinazione imposti dal piano regolatore generale per attrezzature e servizi, quali ad esempio verde pubblico attrezzato, realizzabili anche ad iniziativa privata o promiscua in regime di economia di mercato, pur avendo carattere particolare, sfuggono pertanto allo schema ablatorio e alle connesse garanzie costituzionali in termini di alternatività fra indennizzo e durata predefinita, e non costituiscono vincoli espropriativi, bensì soltanto conformativi, funzionali all'interesse pubblico generale.

    CESSA DI MATURARE IL RISARCIMENTO DA OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA SE IL PROPRIETARIO RIFIUTA LA RESTITUZIONE DEI BENI
    24/05/2019
    L'amministrazione che occupa sine titulo un bene privato è tenuta al risarcimento dei danni, per non avere riconsegnato il terreno occupato, fino al momento in cui ha fatto applicazione della normativa sulla mora del creditore, mediante verbale di offerta per intimazione ex art. 1216 c.c. redatto dall'ufficiale giudiziario, dovendosi, da tale data, ritenere il rifiuto del proprietario contrario ai principi generali di correttezza e buona fede, ed essendo i danni successivi evitabili dal proprietario del bene accettando di riprenderne il possesso. L'ingiustificato e pretestuoso rifiuto dei proprietari di ricevere in restituzione le porzioni fondiarie oggetto dell'intimazione deve infatti ritenersi contrario al principio generale di correttezza e buona fede, e come tale inopponibile all'Amministrazione debitrice.

    NON È DETTO CHE L'INDENNITÀ PER UN'AREA IN ZONA F SIA NECESSARIAMENTE ESCLUSA DALLA RITENUTA FISCALE
    24/05/2019
    L'indagine limitata alla classificazione del P.R.G., non è idonea ad escludere in modo automatico che si tratti di zona non omogenea a quelle di tipo A, B, C e D, cui fa riferimento la previsione del D.M. 2 aprile 1968 citato nella L. n. 413 del 1991, art. 11, non rilevando, allo scopo di escludere l'imponibilità ai fini Irpef, il fatto che l'area, secondo il locale piano regolatore, si trovi all'interno di zona altrimenti destinata, poiché tale previsione non è sufficiente a escludere la relativa inerenza dell'area alle zone omogenee considerate avuto riguardo alla sua destinazione effettiva (nella fattispecie il procedimento espropriativo, preordinato alla costruzione di una scuola e, quindi, di un'opera pubblica, aveva determinato la variazione in zona F dell'area edificabile rientrante nelle zone B o C del P.R.G.).

    UN VINCOLO CHE CONSENTE SOLO INTERVENTI CONSERVATIVI NON IMPEDISCE DI DARE RILEVANZA AI FINI INDENNITARI ALLE POSSIBILITÀ DI UTILIZZAZIONE INTERMEDIE
    23/05/2019
    La circostanza che gli interventi di risanamento previsti dal piano di bacino non siano rivolti ad apportare modifiche alle strutture edilizie esistenti o alla realizzazione di nuovi edifici, riguardando atti di mera conservazione dell'esistente contesto urbano, non impedisce di individuare le concrete caratteristiche del fondo interessato dal provvedimento ablatorio, idonee a conclamare la possibilità di utilizzazione intermedie tra quella agricola e quella edificatoria, per nulla condizionata dall'assenza o meno di edifici esistenti all'epoca dell'esproprio.

    OCCUPAZIONE PANUSURPATIVA
    23/05/2019
    La riduzione dell'occupazione appropriativa al rango di illecito aquiliano di diritto comune rende superata la distinzione di essa dall'occupazione usurpativa, giacché in entrambi i casi ci si trova in presenza di una condotta illecita della P.A. che spoglia il privato della proprietà di un bene in esecuzione di una condotta materiale che, indipendentemente dall'esistenza o meno di una pregressa dichiarazione di pubblica utilità, non determina alcun trasferimento della proprietà in capo all'Amministrazione, ma genera solo una responsabilità risarcitoria di questa per i danni procurati.

    STESSA INDENNITÀ PER TUTTI I TERRENI INCLUSI NEL P.U.P.
    23/05/2019
    Il valore del terreno espropriato va determinato tenendo conto esclusivamente di quanto previsto dallo strumento di pianificazione urbanistica vigente al momento dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio; tutti i terreni che si trovano in una medesima area devono essere suscettibili di percepire una medesima indennità, che deve essere calcolata in ragione di una valutazione del fondo da formulare sulla potenzialità media edificatoria del comprensorio, senza confondere con questa la maggiore o minore fabbricabilità che ciascun fondo venga a subire per effetto delle disposizioni attuative del piano relative alla collocazione sui singoli fondi di specifiche edificazioni.

    LE PROCEDURE DI DEPOSITO E DI SVINCOLO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO SI APPLICANO AL 42-BIS
    22/05/2019
    Là dove il privato beneficiario di importi versati presso la Cassa Depositi e Prestiti dall'espropriante all'esito di procedura di acquisizione sanante, ai sensi del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 42-bis, commi 1 e 3, reclami lo svincolo delle somme versate (per il pregiudizio patrimoniale, per quello non patrimoniale e per il risarcimento del danno per il periodo di occupazione senza titolo), il giudice del merito investito della domanda ben potrà disporre in conformità, senza che si frapponga a tanto la pendenza sull'ammontare delle poste indicate di distinti giudizi che, instaurati su iniziativa del privato espropriato ed in difetto di riconvenzionali dell'espropriante, non possono condurre ad una rideterminazione in peius delle voci indicate. L'applicabilità delle norme sullo svincolo dettate dal D.P.R. n. 327 del 2001 (art. 20, comma 14) come richiamate nell'art. 42-bis inserito nel medesimo corpo di disposizioni segna, con il perfezionamento della procedura traslativa della proprietà, l'assoggettabilità della specie alle previsioni di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 26 che, interpretato in ragione di una indennità di esproprio quantificata nell'ambito di una procedura di acquisizione sanante, determina il giudice del merito, comunque investito della controversia, allo svincolo delle somme depositate presso la Cassa Depositi e Prestiti, per l'intero all'unico proprietario giusta dichiarazione da questi resa D.P.R. n. 327 del 2001, ex art. 26, comma 6.

    LA RINUNCIA ABDICATIVA HA NUMEROSE E GRAVI CONSEGUENZE
    22/05/2019
    A causa della mancanza di specifiche disposizioni normative che prevedono l'istituto della rinuncia abdicativa con riferimento ai diritti reali, ed in particolare alla proprietà esclusiva su un bene immobile, e previa analisi delle numerose e gravi conseguenze insite nell'ammettere che il privato possa sempre rinunziare unilateralmente al proprio diritto di proprietà su un bene immobile, occorre concludere nel senso che la rinunzia abdicativa a diritti reali non può considerarsi ammessa in via generale nel nostro ordinamento, con conseguente nullità degli atti che, eventualmente, ne costituiscano espressione.

    SUSSISTE LA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO PER LE CONTROVERSIE RELATIVE ALL'OCCUPAZIONE USURPATIVA
    22/05/2019
    Le controversie in cui si fa questione di attività di ingerenza e trasformazione di un bene privato conseguenti ad una dichiarazione di pubblica utilità, e quindi espressione di un potere autoritativo, rientrano nella giurisdizione amministrativa. E ciò a prescindere dalla circostanza che il relativo procedimento ablatorio sia o meno sfociato in un tempestivo atto traslativo ovvero sia o meno caratterizzato dalla presenza di atti poi dichiarati illegittimi. Per contro, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario quando l'utilizzazione della proprietà privata avvenga in via di mero fatto - perché manca il vincolo preordinato all'esproprio o la dichiarazione di p.u. - ovvero inizi in un momento in cui la P.A. ha già perduto ogni potere ablatorio per la sopravvenuta inefficacia della pubblica utilità.

    INDENNIZZO DA OCCUPAZIONE LEGITTIMA: 8,33%, INDENNIZZO DA OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA: 5%
    21/05/2019
    Nella quantificazione del danno riferibile alla occupazione sine titulo non è applicabile l'art. 50 del testo unico sugli espropri, poiché esso si riferisce ai casi in cui l'occupazione si sia basata su una efficace ordinanza di occupazione d'urgenza, ciò che non è ravvisabile nella specie, a seguito dell'annullamento integrale degli atti del procedimento espropriativo.

    L'ESPROPRIO PUÒ RIGUARDARE UN'AREA SENZA ALCUNA MODIFICA DELLO STATO DEI LUOGHI (ES. DA DESTINARE A PARCO)
    21/05/2019
    Il procedimento espropriativo (così come l'accordo di cessione del bene espropriando) può avere per oggetto anche un'area sulla quale va realizzato un parco, senza alcuna modifica dello stato dei luoghi.

    L'INDENNIZZO DA REITERAZIONE DEL VINCOLO DEVE TENER CONTO DELLA NATURA DEL BENE AL MOMENTO DELLA PRIMA APPOSIZIONE
    21/05/2019
    L'indennizzo da reiterazione del vincolo di sostanziale natura espropriativa deve corrispondere all'indennizzo che il bene immobile avrebbe potuto ottenere secondo il valore derivante dalla destinazione urbanistica vigente al momento della iniziale apposizione del vincolo.

    IL DECRETO DI ESPROPRIO È INUTILITER DATUM O TAMQUAM NON ESSET
    21/05/2019
    Il decreto di esproprio emesso tardivamente è inutiliter datum, o tamquam non esset. Infatti, rispetto al diritto reale vantato dal proprietario, nel caso in cui il decreto di esproprio sia mancante, o tardivo in quanto emesso dopo la scadenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità, si è in presenza di un potere validamente sorto ma, in relazione alla sua struttura essenzialmente di durata, colpito da nullità sopravvenuta, la quale va a sanzionare ex nunc una disfunzione dell'andamento amministrativo per il suo cattivo esercizio, non essendo stati rispettati i termini e operando, quindi, l'inefficacia sugli effetti futuri, o meglio sulla operatività dei suoi presupposti - vincolo urbanistico e/o dichiarazione di pubblica utilità.

    GLI ESPROPRIANDI NON POSSONO IMPUGNARE LE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO DEI LAVORI
    20/05/2019
    I soggetti espropriandi - in quanto tali - non sono titolari di un interesse personale, concreto ed attuale all'annullamento delle procedure di affidamento dei lavori dell'opera pubblica, in quanto estranei a detti rapporti.

    QUANDO SI AVVIA IL CONTRADDITTORIO, NON PUÒ MAI ESSERE COMPRESSO IL TEMPO UTILE PER LE OSSERVAZIONI
    20/05/2019
    Una volta che l'autorità espropriante abbia accettato il dato di fatto del subentro di un nuovo proprietario, tanto da inviargli la comunicazione dell'avvio del procedimento espropriativo, invitandolo a far valere, nel procedimento, i propri diritti partecipativi al medesimo, non può più, a pena della palese contraddittorietà del suo agire, prescindere completamente da tale comunicazione e licenziare l'atto finale del procedimento, allorché lo spatium deliberandi concesso non sia interamente decorso. In tal caso non è più possibile per l'amministrazione trincerarsi dietro l'usbergo formale del precedente invio dell'avviso d'inizio del procedimento alla ditta intestataria catastale, per affermare che nessuna violazione delle regole sull'instaurazione del contraddittorio procedimentale e sulla partecipazione dell'interessato al procedimento, conducente all'emanazione del provvedimento finale, s'è verificata in concreto.

    NECESSARIO IL CONTRADDITTORIO «RAFFORZATO» PRIMA DELL'ACQUISIZIONE SANANTE
    20/05/2019
    Il provvedimento di acquisizione sanante, data la lata discrezionalità che lo connota, deve essere assistito da un contraddittorio rafforzato con il privato destinatario dello stesso, esteso a qualunque fase e aspetto del relativo procedimento. L'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento non può intendersi escluso dalla considerazione che esso non emerga dal testo dell'art. 42 bis. I destinatari del detto provvedimento prima che l'amministrazione lo adotti devono poter interloquire con l'amministrazione in relazione all'intero potere discrezionale alla stessa demandato e non in ordine ad un solo e marginale tratto dello stesso.

    SCADUTA LA P.U. IL 22 BIS DIVENTA INEFFICACE
    20/05/2019
    La mancata emanazione del decreto di esproprio nel termine quinquennale comporta, oltre alla decadenza dell'originaria dichiarazione di pubblica utilità, anche la perdita di efficacia del decreto di occupazione d'urgenza emanato nel frattempo.

    42-BIS: SOSPENSIONE DELLE AZIONI ESECUTIVE SOLO QUANDO SI DETERMINA L'IMPORTO DOVUTO AL PROPRIETARIO
    17/05/2019
    Allorquando in sede giurisdizionale sia stato ordinato di dare applicazione all'art. 42 bis del testo unico sugli espropri, per definizione si tratta di situazioni più o meno risalenti, rispetto alle quali l'ordinamento impone l'adeguamento dello stato di fatto a quello di diritto: solo quando poi si determina l'importo dovuto al proprietario (a titolo di indennità o di risarcimento), rileva la preclusione processuale alla proponibilità delle ‘azioni esecutive' ai sensi dell'art. 243-bis, comma 5 tuel.

    OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA DEGLI ANNI OTTANTA: O RESTITUZIONE O ACQUISIZIONE SANANTE (NIENTE USUCAPIONE)
    17/05/2019
    L'occupazione di un fondo sine titulo da parte della Pubblica amministrazione e conseguente trasformazione da parte della stessa di un bene privato, integrando un illecito permanente, non è utile ai fini dell'usucapione, e, comunque, a tutto concedere, solo dalla data di entrata in vigore del testo unico dell'espropriazione dpr 327/2001 (30 giugno 2003) è configurabile il possesso ad usucapionem, perché solo l'art. 43 (e poi l'art. 42 bis) del medesimo t.u. ha imposto l'eliminazione della prassi della occupazione acquisitiva preclusiva dell'azione di restitutio in integrum interruttiva del possesso ad usucapionem.

    IL RISARCIMENTO È INFERIORE SE SONO STATE APPORTATE MIGLIORIE AL FONDO
    16/05/2019
    Nel risarcimento del danno da occupazione illegittima deve tenersi conto, in detrazione allo stesso, delle eventuali migliorie apportate al fondo dall'occupante.

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