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LE NOTIZIE DEGLI ULTIMI 20 GIORNI

  
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AREE INEDIFICABILI: IL CRITERIO DEL VALORE PIENO DEL BENE IMPONE DI TENER CONTO DELLE SUE POTENZIALITÀ EXTRA AGRICOLE, PURCHÉ ASSENTITE
11/02/2019
La stima dell'indennità di esproprio deve essere effettuata applicando il criterio generale del valore venale pieno, potendo l'interessato dimostrare che il fondo sia suscettibile di uno sfruttamento ulteriore e diverso da quello agricolo, pur senza raggiungere il livello dell'edificatorietà e che, quindi, abbia una valutazione di mercato che rispecchia possibilità di utilizzazione intermedie tra l'agricola e l'edificatoria (ad esempio, parcheggi, depositi, attività sportive e ricreative, chioschi per la vendita di prodotti). Ove la natura edificatoria sia del tutto esclusa perché l'area risulti sottoposta ad un vincolo di inedificabilità assoluta (nella fattispecie archeologico) che abbia precluso il rilascio di atti abilitativi della realizzazione di edifici manufatti di natura privata, deve essere applicato il criterio del valore venale pieno considerando, a tale fine, le possibilità di utilizzazioni intermedie tra l'agricola e l'edificatoria, purché assentite dalla normativa vigente. In ogni caso il criterio del valore pieno del bene applicabile anche ai terreni non edificabili comporta la necessità di tenere conto dei requisiti specifici del bene e della sua potenzialità extra-agricola.

OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA: LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DEL DANNO PER EQUIVALENTE COMPORTA LA PERDITA DELLA PROPRIETÀ
08/02/2019
Nell'ipotesi di occupazione acquisitiva o usurpativa, in caso di rinunzia del proprietario al suo diritto, implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente, tale danno va ristorato con riferimento al valore del bene al momento della domanda - che segna appunto la perdita della proprietà - e la somma risultante, trattandosi di debito di valore, sarà sottoposta a rivalutazione monetaria fino alla data della sentenza, con possibilità di riconoscere sulla medesima somma rivalutata, quale lucro cessante, gli interessi decorrenti dalla data del fatto illecito, non necessariamente commisurati al tasso legale, ma ispirati a criteri equitativi, e computati con riferimento ai singoli momenti riguardo ai quali la somma equivalente al bene perduto si incrementa nominalmente, per effetto dei prescelti indici di valutazione, ovvero in base ad un indice medio.

LA CONTROVERSIA RELATIVA ALL'INDENNIZZO EX ART. 42-BIS È DEVOLUTA ALLA COMPETENZA, IN UNICO GRADO, DELLA CORTE D'APPELLO
08/02/2019
In materia di espropriazione per pubblica utilità, la controversia relativa alla determinazione e corresponsione dell'indennizzo, globalmente inteso, previsto per la cd. acquisizione sanante di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 42-bis, è devoluta alla competenza, in unico grado, della Corte di appello, che costituisce la regola generale prevista dall'ordinamento di settore per la determinazione giudiziale delle indennità dovute, nell'ambito di un procedimento espropriativo, a fronte della privazione o compressione del diritto dominicale dell'espropriato.

PIANO EDILIZIO PARTICOLAREGGIATO: NON SI APPLICANO I QUATTRO TERMINI EX ART. 13 LEGGE FONDAMENTALE
08/02/2019
Con riguardo alla normativa speciale operante nell'ambito di un piano edilizio particolareggiato, secondo la previsione della L. 18 aprile 1962, n. 167, art. 9, sulla acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare, la disposizione della L. n. 2359 del 1865, art. 13, non è applicabile, stante il carattere di specialità della normativa del settore, con la prefissione di un unico termine per l'intero iter espropriativo, coincidente con il periodo decennale di efficacia del piano medesimo, salve successive proroghe di legge, con la conseguenza che i decreti ablatori, di occupazione temporanea e di espropriazione, semprechè emanati entro detto termine non sono emessi in situazione di carenza di potere e sono legittimi.

AL 42-BIS SI APPLICANO I PRINCIPI IN TEMA DI OPPOSIZIONE ALLA STIMA: LA DOMANDA IN CORTE D'APPELLO INTRODUCE UN ORDINARIO PROCESSO DI COGNIZIONE
07/02/2019
La chiesta disapplicazione dell'atto di acquisizione sanante, per esser l'indennità determinata in modo irrisorio ed inadeguato, è del tutto ininfluente, ai fini della quantificazione dell'indennità stessa , dovendo trovare applicazione anche nei casi di contestazione dell'indennità determinata del D.P.R. n. 327 del 2001, ex art. 42 bis e proprio per la relativa natura di procedimento espropriativo semplificato, il principio in tema di azione di opposizione alla stima, secondo cui tale opposizione non si configura quale impugnazione del provvedimento limitato al mero controllo dell'esattezza dei criteri astratti (di legge) che hanno presieduto in sede amministrativa alla stima suddetta, ma introduce un ordinario processo di cognizione sul rapporto, diretto all'accertamento giudiziale della giusta indennità, alla stregua di criteri legali effettivamente vigenti e riconosciuti applicabili alla fattispecie.

IL 42 BIS NON OPERA CON RIGUARDO A VICENDE ANTERIORI ALL'ENTRATA IN VIGORE DEL TESTO UNICO
07/02/2019
Vicende che traggano origine da procedimenti ablatori avviati in epoca anteriore all'entrata in vigore del D.P.R. n. 327 del 2001, ai sensi dell'art. 57 di tale decreto, restano sottratte al disposto dell'art. 42-bis. Il comma 8 dell'art. 42-bis del dpr 327/2001, secondo cui le disposizioni da esso introdotte si applicano anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore, non può essere interpretato nel senso che l'ambito applicativo delle stesse si estenda anche ai fatti verificatisi in data anteriore all'entrata in vigore del Testo unico.

L'INDENNITÀ PER L'ESPROPRIO DELL'ABITAZIONE NON RICOMPRENDE I COSTI DI SISTEMAZIONE DEL NUOVO ALLOGGIO
07/02/2019
Il valore di mercato, volto ad individuare il punto d'incontro tra il prezzo che il proprietario del bene potrebbe accettare per la vendita dello stesso e quello che un eventuale compratore sarebbe disposto a pagare per il suo acquisto, tiene certamente conto dell'incidenza delle spese occorrenti per il trasferimento, che si traducono inevitabilmente in un maggior costo per l'acquirente ed in un minore introito per l'alienante, ma non anche delle spese che quest'ultimo sarebbe costretto a sostenere ove volesse procedere alla sostituzione del bene alienato, trattandosi di oneri solo indirettamente ed eventualmente connessi con il trasferimento, e la cui entità può venire in considerazione soltanto ex parte venditoris, quale elemento soggettivo di valutazione della convenienza dell'affare, mentre non assume alcun rilievo nell'ambito della concorrente e contrapposta valutazione del compratore, interessato esclusivamente alle caratteristiche oggettive del bene da acquistare.

FITTAVOLO: INDEBITA L'INDENNITÀ AGGIUNTIVA SENZA ALLEGAZIONE DI CONTRATTO E DOCUMENTAZIONE INPS
06/02/2019
L'erogazione concreta dell'indennità aggiuntiva in favore dei fittavoli, mezzadri e coloni, è condizionata dalla utilizzazione diretta agraria del terreno, ravvisabile in tutte quelle ipotesi in cui la coltivazione del fondo da parte del titolare avviene con prevalenza del lavoro proprio e di persone della sua famiglia, con adeguata rispondenza nella documentazione previdenziale, nonché dall'esistenza di uno dei rapporti agrari tipici, la cui prova deve essere fornita da chi da esso intenda trarre conseguenze favorevoli, atteso il disposto dell'art. 2697 c.c..

IL CORRISPETTIVO DELLA RETROCESSIONE DEVE ESSERE OMOLOGO MA NON IDENTICO ALLA PREGRESSA INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE
06/02/2019
Quanto ai criteri cui commisurare il prezzo della retrocessione, in relazione al quale della L. n. 2359 del 1865, artt. 60 e 63, stabiliscono soltanto che ove non sia pattuito amichevolmente tra le parti "deve essere determinato giudizialmente...", la giurisprudenza ha affermato il principio secondo cui il corrispettivo della retrocessione va, bensì, determinato sulla base degli stessi criteri legali applicati per il calcolo dell'indennità di espropriazione a suo tempo quantificata ma con riferimento al valore del bene al momento della pronuncia di retrocessione che attua il nuovo passaggio di proprietà ed attraverso una ricognizione ed una valutazione della sua attuale destinazione: esso deve essere, insomma, omologo alla pregressa indennità di espropriazione e non anche identico.

L'AZIONE IN CORTE D'APPELLO PER LA DETERMINAZIONE DELL'INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE È POSSIBILE SE IL DIRITTO ALLA STESSA NON SI SIA PRESCRITTO
06/02/2019
Rispetto alla domanda di determinazione dell'indennità di occupazione, il venir meno del presupposto per l'azione giudiziale costituito dal deposito della relazione di stima, in conseguenza della parziale dichiarazione d'illegittimità costituzionale della L. n. 865 del 1971, art. 20 pronunciata dalla Corte costituzionale con sentenza n. 470 del 1990, pur comportando ugualmente la possibilità di agire via autonoma dinanzi alla corte d'appello, non consente di ricollegare tale facoltà all'emissione del decreto di espropriazione: infatti, il diritto all'indennità di occupazione, che ha carattere autonomo rispetto a quello all'indennità di espropriazione, sorge per effetto dell'emissione del relativo decreto, e l'importo dovuto dev'essere calcolato in relazione a periodi di un anno e corrisposto al termine di ogni singola annualità, con la conseguenza che è da quest'ultima data che, in riferimento a ciascun periodo di detenzione del fondo, dev'essere fatto decorrere anche il termine di prescrizione.

LA POSSIBILITÀ PER LA P.A. DI DECIDERE I TEMPI DI DECORRENZA PER L'OPPOSIZIONE ALLA STIMA NON LEDE IL DIRITTO DI DIFESA DELL'ESPROPRIATO
05/02/2019
Il disposto normativo ha voluto chiaramente fissare la decorrenza del termine perentorio per proporre l'opposizione alla stima dall'avvenuta notificazione del decreto di esproprio o della relazione di stima. Nè la coincidenza soggettiva di espropriante e di promotore e beneficiario dell'espropriazione pone gli altri legittimati all'impugnazione in una condizione deteriore ai fini del pieno esercizio del diritto di agire in giudizio che rimane esclusivamente condizionato dal decorso del termine dilatorio dalla comunicazione e dal rispetto del termine perentorio dalla notificazione. Nè infine la possibilità per l'amministrazione di decidere i tempi della comunicazione e della notificazione comporta una lesione del diritto di difesa per l'espropriato tale da giustificare una interpretazione conforme a Costituzione consistente nell'imporre all'amministrazione la proposizione dell'opposizione alla stima entro sessanta giorni dalla conoscenza effettiva della relazione di stima.

FABBRICATI ABUSIVI: IL GIUDICE DEVE VALUTARE LA SANABILITÀ AI FINI DELLA CORRESPONSIONE DELL'INDENNITÀ
05/02/2019
Ai sensi del T.U. n. 327 del 2001, art. 38, comma 2 bis, il quale stabilisce che "ove sia pendente una procedura finalizzata alla sanatoria della costruzione, l'autorità espropriante, sentito il Comune, accerta la sanabilità ai soli fini della corresponsione delle indennità", cioò che deve essere verificato non è l'avvenuto rilascio della concessione in sanatoria, ma "la sanabilità ai soli fini della corresponsione delle indennità". Il che significa che, nel caso in cui sia stata già presentata la domanda di condono, spetta al giudice valutare l'esito positivo della stessa.

L'ACCETTAZIONE DELL'INDENNITÀ NON TOLLERA TERMINI O CONDIZIONI
05/02/2019
L'accettazione dell'indennità non tollera l'apposizione di termini o condizioni, intrinsecamente incompatibili con la portata vincolante dell'accordo e con la sua funzione di consentire la sollecita conclusione del procedimento ablatorio tramite l'immediato arresto del subprocedimento di determinazione dell'indennità. L'espropriante non può consentire un'accettazione condizionata o a termine, che ritarderebbe o renderebbe addirittura incerto il compimento degli atti successivi, mentre l'espropriato può rimeditare il proprio rifiuto dell'indennità, ma non ritornare sulla propria accettazione, a meno che l'espropriante non sia disponibile a prendere in considerazione una controproposta.

NELL'OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA SI RAVVISANO TUTTI GLI ELEMENTI DELLA RESPONSABILITÀ AQUILIANA
05/02/2019
Nel comportamento di una pubblica amministrazione che occupa illegittimamente un bene privato si ravvisano tutti gli elementi costitutivi della responsabilità aquiliana per danno ingiusto: in particolare, sia il compimento di un atto illecito, derivante dalla perdurante occupazione "sine titulo" dei terreni in proprietà privata, sia l'elemento psicologico della colpa, per la negligenza dimostrata nella mancata conclusione della procedura espropriativa, sia il nesso causale tra l'azione appropriativa e il danno patito per effetto della sottrazione del bene e la trasformazione dei luoghi.

ACQUISIZIONE SANANTE COME «EXTREMA RATIO»
04/02/2019
L'adozione dell'atto acquisitivo ex art. 42 bis del D.P.R. 327 del 2001 è consentito quale "extrema ratio" per la soddisfazione di "attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico", solo quando siano state escluse, all'esito di una effettiva comparazione con i contrapposti interessi privati, le altre opzioni volte a rimediare alla della situazione di illiceità derivante dall'occupazione dell'area.

42-BIS: LA P.A. HA L'OBBLIGO DI ESAMINARE LE ISTANZE DEI PRIVATI
04/02/2019
L'art. 42-bis ha introdotto nell'ordinamento una facoltà di valutazione della fattispecie da parte dell'Amministrazione "che utilizza il bene" correlata all'eventuale acquisizione in via di sanatoria della proprietà sulle aree precedentemente da essa occupate contra ius, che fonda in capo ai proprietari medesimi una posizione di interesse legittimo ulteriore e distinta rispetto a quella di diritto soggettivo ed autonomamente tutelabile rispetto a quest'ultima mediante il rimedio processuale deputato alla rimozione del silenzio illegittimamente serbato al riguardo. Conseguentemente, la P.A. ha l'obbligo giuridico di esaminare le istanze dei proprietari volte ad attivare il procedimento di cui all'art. 42-bis del d.P.R. 327/2001, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto e facendo comunque venir meno la situazione di occupazione "sine titulo" dell'immobile con il ripristino della legalità.

APPLICABILE L'ART. 42-BIS IN SEDE DI OTTEMPERANZA DI SENTENZA DI CONDANNA ALL'ADOZIONE DI UN PROVVEDIMENTO EX ART. 43
04/02/2019
La sentenza della Corte Costituzionale n. 293/2010 ha determinato l'espulsione dall'ordinamento dell'art. 43 T.U. Espropri, sostituito dall'art. 42 bis che, per espressa previsione del legislatore stabilisce espressamente, al comma 8, la sua retroattività, anche se vi sia già stato un provvedimento di acquisizione successivamente ritirato o annullato. Da qui la piena applicabilità, in caso di giudizio di ottemperanza di una sentenza di condanna dell'Amministrazione all'adozione di un provvedimento di acquisizione ex art. 43 T.U., dell'art. 42 bis.

LA TRANSAZIONE PUÒ TRASFERIRE LA PROPRIETÀ
04/02/2019
Intese transattive possono avere in sé un'idonea efficacia traslativa del fondo occupato.

VALORE VENALE EX ART. 42-BIS: OCCORRE AVERE RIGUARDO ALL'EDIFICABILITÀ LEGALE
01/02/2019
I criteri di valutazione del danno sono quelli indicati dall'art. 42 bis, co. 3, del d.P.R. n. 327/2001, il quale trova applicazione anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore (comma 8). Nel determinare tale valore venale, occorre avere riguardo alla edificabilità legale dell'area occupata: sotto tale profilo, deve richiamarsi il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui deve tenersi conto dell'unico criterio discretivo dell'edificabilità legale, posto dall' art. 5 bis, co. 3, della l. n. 359/1992 (recepito negli artt. 32 e 37 del d.P.R. n. 327/2001), senza che sia consentito alcun ricorso, integrativo o sostitutivo, all'edificabilità di fatto.

LA CONTESTAZIONE SULLE MODALITÀ DI QUANTIFICAZIONE DELL'INDENNIZZO EX ART. 42-BIS RIENTRA NELLA GIURISDIZIONE DEL G.O.
01/02/2019
La controversia che consista nella contestazione della correttezza delle modalità di quantificazione e dell'entità della stima dell'indennità a seguito dell'acquisizione ex art. 42-bis del DPR n. 327/2001 non appartiene alla giurisdizione del Giudice Amministrativo, rientrando, invece, nella giurisdizione del Giudice Ordinario in forza degli artt. 53 comma 2 del DPR n. 327/2001 e 133 lett. g c.p.a.

  
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